IL MUSEO DELLA MACCHINA A VAPORE FRANCO RISI

Non capita tutti i giorni il rifacimento tetto di un museo, e quando succede, vale la pena scriverci una storia di cantiere.

L’immobile in questione è il museo della macchina a vapore Franco Risi, a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, dove si trova anche la nostra sede.

In fondo alla pagina troverai anche il link al sito del museo, che ho avuto modo di visitare quando sono andato a fare le riprese col drone, e che consiglio a tutti coloro che sono nelle aree vicine.

Il museo è figlio della passione di Franco Risi, imprenditore bolognese, una passione coltivata per tutta la vita, i cui frutti sono ora resi disponibili a tutti.

L’esposizione è costituita da motori fissi, locomobili e locomotive stradali databili tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Si tratta di mezzi completamente restaurati dalla passione di Franco Risi che dal 1980 ha iniziato a collezionare locomotive acquistandole sia in Italia che all’estero. L’architetto Lamber ha seguito la progettazione ed esecuzione dei restauri dell’immobile, e noi ci siamo occupati della copertura e lattonerie di pregio.

IL RIFACIMENTO TETTO

Missione:

  • Il progettista voleva trasformare questi capannoni industriali in qualcosa di speciale, “giocando” sulle forme, sui colori e materiali.
  • Coibentare in modo ottimale le coperture cercando di contenere i costi di spesa finali.
  • Realizzare una copertura non solo bella, ma anche funzionale e priva di manutenzione.

Copertura installata: Mix di lastre grecate, pannelli sandwich e copertura all’italiana da noi brevettata.

Quando: 2021.

Dove: San Giovanni in Persiceto (BO).

Prima del nostro intervento, il museo si presentava come due fabbricati a volta e tre capannoni a shed con manto di copertura in tegole marsigliesi senza alcuna coibentazione.

Essendo questo un lavoro insolito per una copertura industriale, in quanto è stata posta una particolare attenzione sull’aspetto estetico della copertura, prima dell’inizio dei lavori c’è stata una lunga fase di studio, progettazione e scambio di idee tra noi e l’architetto, in cui si è deciso di optare per soluzioni insolite ma particolarmente belle.

Una volta deciso il da farsi abbiamo iniziato i lavori.

Per prima cosa, le tegole sono state rimosse e sia sui fabbricati a volta che quelli a shed é stata posata una spessa coibentazione in lana minerale.

Sopra di essa sono state posate lastre metalliche in acciaio completamente pedonabili, di un bellissimo bianco-grigio.

Sull’ampliamento della porzione più bassa, la quale invece non era pedonabile, abbiamo optato per l’installazione di pannelli coibentanti della stessa colorazione.

Le “mantovane” (ossia le lattonerie sulle testate dell’immobile) sono state realizzate a settori, con una forma unica, realizzata a mano da noi.

Come parte finale della copertura abbiamo realizzato le pensiline, qui l’architetto si è affidato a noi, la decisione adottata è stata la copertura “all’italiana”.

Questo particolare tipo di copertura è un nostro brevetto, molto particolare e di classe, che consiste in lastre in alluminio realizzate a mano con un una piega specifica.

Questa copertura infatti viene profilata direttamente sul posto e richiede una grande manualità nella posa poiché il metallo viene “cucito” con attrezzature manuali dedicate.

Il colore grigio ardesia delle pensiline richiama il tono dei portoni e degli infissi dell’entrata del museo.

Infine, su tutte le coperture sono state installate le linee vita permanenti di tipo indeformabile, con relativi punti di risalita ed antipendolo.

Un altra richiesta interessante dell’architetto è stata quella di trovare una soluzione per rendere la nuova coibentazione del tetto un fattore non invasivo dal punto di vista estetico.

Questo ha richiesto lo studio e la realizzazione di un’opera non convenzionale.

Come si può notare dalle prime foto della galleria qui sotto, abbiamo fatto sì che la coibentazione non sia visibile da sotto l’immobile, anche se presente, creando una rientranza con delle latterie fatte a mano.

INTERVISTA ALL’ARCHITETTO LAMBER

Finiti i lavori sull’immobile abbiamo intervistato l’architetto che ne ha seguito il progetto e la realizzazione, all’interno del video troverai tutta una serie di riprese video fatte con il drone.

Per la tua privacy YouTube necessita di una tua approvazione prima di essere caricato. Per maggiori informazioni consulta la nostra Privacy Policy.
Ho letto la Privacy Policy ed accetto

Risultato Finale

Missione:

  • Il progettista voleva trasformare questi capannoni industriali in qualcosa di speciale, “giocando” sulle forme, sui colori e materiali: Il risultato finale lo si può vedere dalle foto e soprattutto dalle riprese col drone presenti nell’intervista all’architetto Lamber.
  • Coibentare in modo ottimale le coperture cercando di contenere i costi di spesa finali: La coibentazione è ora presente sul tetto e grazie alla rientranza creata con le opere di lattoneria non “ingombra” l’occhio.
  • Realizzare una copertura non solo bella, ma anche funzionale e priva di manutenzione: L’estrema cura con cui è stata realizzata questa copertura ne garantisce una durata ottimale.

Per approfondire sul museo del vapore, vi linkiamo al loro sito: SITO MUSEO DEL VAPORE