In questo articolo vogliamo fare luce sull’argomento amianto, sui suoi pericoli e sulle corrette metodologie d’intervento.
Non entreremo in questa sede sulle vicende giudiziarie dell’azienda Eternit e del magnate svizzero Stephan Ernest Schmidheiny, proprietario della fabbrica. Ci interessa solamente far comprendere cos’è l’eternit (sinonimo di amianto) e come bonificarlo nel modo corretto in quanto trattasi di una procedura di smaltimento di rifiuti tossici.
Esistono infatti tre tipologie di bonifica riconosciute ed entreremo nei dettagli dei pro e contro di ognuna.
Cos’è l’amianto?
L’amianto è un minerale esistente in natura. Ne esistono di diversi tipi, tutti più o meno pericolosi per la salute. L’amianto presente sui tetti è della tipologia meno pericolosa.
Per le sue caratteristiche meccaniche di estrema durata, malleabilità e resistenza al calore è stato utilizzato in innumerevoli campi. Non vennero solamente eseguiti tetti in amianto.
Venne utilizzato sin dall’antichità in infinite applicazioni. Guarnizioni di caldaie e motori, parti di automobili e treni, pavimentazioni, isolamenti di tubazioni e di vagoni ferroviari. Capi d’abbigliamento protettivi vennero realizzati con la tipologia più pericolosa d’amianto, sacchi a pelo, pastiglie freno di autoveicoli, e via con una lista infinita di applicazioni.
Finalmente, nel 1992 veniva messo al bando perché riconosciuto come cancerogeno.
Successivamente, nel 1994, con il decreto ministeriale del 6 Settembre, la legge entrava a tutti gli effetti in vigore ed iniziava così la necessità delle opere di bonifica del cemento amianto. Essendoci sempre un ritardo nella ricezione delle normative, noi abbiamo trovato tetti in eternit montati illegalmente fino al 1997/98. Probabilmente vennero realizzati utilizzando fondi di magazzino, sia in coperture civili che industriali, invece che renderli oggetto di smaltimento rifiuti tossici.
Lo smaltimento eternit non è così costoso come narrano alcune leggende metropolitane. Esistono materiali di uso comune come le guaine bituminose che comportano spese di conferimento in discarica ben maggiori.
I 3 metodi per bonificare l’amianto
Bonificare in questo caso non significa solamente rimuovere l’amianto ma renderlo non pericoloso, inerte.
La normativa di fatto definisce tre metodologie di bonifica differenti: la rimozione e smaltimento, l’incapsulamento ed il confinamento.
BONIFICA TRAMITE RIMOZIONE E SMALTIMENTO
Consiste nel rimuovere e smaltire l’eternit secondo una precisa procedura dopo averlo spruzzato con una vernice inertizzante certificata per le fibre d’amianto. Queste vernici servono a bloccare la dispersione di fibre d’amianto mentre lo stesso viene lavorato e trasportato in discarica, si tratta perciò di un vero e proprio smaltimento rifiuti speciali.
Questa è la scelta più costosa, ma anche l’UNICA definitiva. Il problema viene risolto alla radice e non si è più proprietari di un rifiuto tossico pericoloso. Per le aziende questo significa anche poter togliere il rischio amianto dalla valutazione dei rischi.
Per la nostra politica aziendale di fare lavori su cui non dover mai più rimettere le mani, noi consigliamo sempre questa soluzione.

BONIFICA TRAMITE CONFINAMENTO E SOVRACOPERTURA
Dopo aver inertizzato la copertura in eternit con apposite vernici incapsulanti, per impedire la dispersione di fibre d’amianto durante la lavorazione, viene costruita una nuova copertura sopra la vecchia in cemento amianto, confinandola.
Questo è un discreto sistema di bonifica, risolve il problema eventuale delle perdite d’acqua, ed è un trattamento sicuramente più duraturo di un incapsulamento.
Non è un intervento definitivo quanto la rimozione, in quanto si rimane proprietari di un rifiuto tossico pericoloso da tenere monitorato.
Esistono in Italia diversi immobili che hanno adottato questa soluzione.
Bisogna prevedere dei controlli periodici sullo stato del confinamento, che possono essere molto veloci se l’azienda che ha fatto il lavoro ha lavorato bene.
Rispetto all’incapsulamento si consideri che la copertura soprastante l’eternit sarà nuova e potrà garantire un’ottima sicurezza sia dal punto di vista dell’amianto sia dalle infiltrazioni d’acqua e volendo può essere dotata di un migliore isolamento.

BONIFICA TRAMITE INCAPSULAMENTO
Questo metodo consiste in un trattamento con vernici specifiche, che devono essere applicate in uno spessore minimo ed in vari strati, di cui l’ultimo di colore differente. In questo modo si bloccano le fibre d’amianto e si può prevedere il degrado della vernice superficiale grazie alle variazioni di colore.
Ha dei limiti però: questo metodo di smaltimento eternit non si può applicare nel caso la copertura sia sporca di muschi e affini in quanto le vernici non farebbero presa.
Non garantisce inoltre tenuta all’acqua nel tempo e bisogna considerare di ripetere l’intervento nel giro di qualche anno.
Il tetto ha una funzione precisa che consiste nel tenere gli elementi atmosferici fuori dall’immobile. Verniciare un tetto di quarant’anni è un po’ come rimettere a nuovo la carrozzeria di un’auto con 1.000.000 di km. Lo si fa solamente se è un’auto da collezione.
Stiamo parlando sempre di coperture oramai vecchie e noi sconsigliamo questo intervento di bonifica a meno che non si preveda la demolizione dell’edificio nel giro di pochi anni o che non sia possibile altrimenti per ragioni produttive. C’è da dire che in alcuni casi non si può intervenire senza fermare le linee di produzione, in questo caso l’incapsulamento è un buon sistema per bloccare le dispersioni di fibre e per spostare avanti di qualche anno o mese il problema, ma non è comunque una soluzione economicamente vantaggiosa.

L’immobile si presentava con le facciate delle pareti in amianto, l’unico modo di rimuovere il pericoloso minerale avrebbe previsto la distruzione delle pareti ed una conseguente dispersione delle fibre in amianto, con i pericoli che ne sarebbero conseguiti. L’unica soluzione in questo caso consistette nel neutralizzare l’amianto con prodotti specifici e montarci una copertura sopra.
LA SOLUZIONE PIÙ VANTAGGIOSA DELLE 3
Nel corso delle nostre opere lo abbiamo riscontrato più volte: quando si può è meglio rimuovere e togliere il problema dell’eternit alla radice. Si spende di più, i prezzi da sostenere sono più alti, ma il problema viene completamente eliminato e per sempre.
Quando non è possibile per questioni economiche o di produzione (ad esempio uno stabilimento produttivo da fermare) noi consigliamo la bonifica eternit tramite una sovracopertura.
Consideriamo la bonifica eseguita tramite incapsulamento costosa in rapporto al risultato ottenuto dato che non migliora le funzioni primarie del tetto e quindi da intraprendere solo per questioni produttive o economiche.

I proprietari di questa copertura decisero di impegnarsi in una rimozione dell’Eternit e nel rifacimento del tetto.
Questo è come si presenta a 20 anni di distanza: la copertura è come nuova.

I proprietari di questa copertura invece decisero di puntare al risparmio e limitarsi ad incapsulare l’amianto, si nota dalle tracce di rosso rimaste sul tetto.
A distanza di pochi anni venimmo chiamati per rifare il lavoro da zero.
Quand’è arrivato il momento di bonificare l’amianto?
Come posso sapere se la copertura è da rimuovere subito oppure può andare avanti qualche anno?
La prima domanda da farsi è “Come appare la copertura in prossimità della grondaia?”.
Esaminando la copertura vicino alla grondaia si può vedere se sta rilasciando polveri.
A volte si formano delle bave alla fine della copertura, segno che la copertura è notevolmente usurata e sta rilasciando fibre.
Come appare la copertura? Presenta crepe o fessurazioni? Ha molte pezze?
A volte eventi meteorologici o ambientali, come grandine, terremoto o incendi possono accelerare il degrado della copertura. In questo caso è meglio intervenire rapidamente ed eseguire la bonifica dell’amianto.
Se appare in ottimo stato di conservazione potrebbe anche andare avanti ancora un po’. Se si vuole essere certi è possibile eseguire una prova di laboratorio che in genere costa dai 600€ ai 1000€. Questa dirà quanto è degradato il materiale e quanto potere inquinante ha oggi. Dà anche stime sul tempo in cui intervenire.
Prima o poi, comunque, dovrai metterci mano e procedere ad una delle bonifiche di cui sopra.
Se hai dubbi chiamaci e ci accorderemo per un sopralluogo o troveremo il modo di aiutarti. A volte è sufficiente avere un parere tecnico che potremmo dare dopo aver visionato il materiale. Nella nostra esperienza abbiamo notato che le lastre in eternit durano molto ma che possono riservare sorprese. Si degradano lentamente per 20, 30, o anche 40 anni per poi invecchiare molto rapidamente ed infine collassare. Sconsigliamo di lasciarle arrivare a questo punto, perché in questo caso la bonifica potrebbe richiedere procedure di sicurezza completamente differenti e ben più onerose, trattandosi di fatto di uno smaltimento rifiuti tossici.


In che modo intervenire?
Per rispondere a questa domanda bisogna sapere una cosa: alcune coperture molto, troppo economiche o montate con pressapochismo non durano molto.
Quindi è un buon metro chiedersi: “Una volta rifatto il tetto quanto tempo voglio che mi duri?”
La soluzione migliore sarebbe eseguire lo smaltimento eternit rimuovendo tutto e creare una nuova copertura che duri per sempre. Ma a volte la soluzione ideale rimane “ideale”. Questioni di produzione o di budget ci obbligano a volte a cercare soluzioni più economiche nell’immediato.
In linea di massima noi eseguiamo un sopralluogo e facciamo un’intervista approfondita con il cliente per capirne le esigenze e poi elaboriamo e forniamo più soluzioni in base a quello che il cliente si prefigge di ottenere.
Bisogna sapere che esistono materiali che possono considerarsi definitivi per una copertura. Cioè dureranno generazioni. Altri che invece hanno un’aspettativa di vita di 10/15 anni. Ed altri intermedi.
Importante è sapere cosa si vuole ottenere dalla spesa che si sta per affrontare. Nel caso si preveda che la copertura in amianto sarà da smaltire tra un decennio o due, quanto costerà rimuoverla e smaltirla? Oggi esistono materiali di copertura il cui smaltimento è ben più oneroso dell’eternit. Importante è saperlo e prenderlo in considerazione.
Noi come azienda seguiamo la regola che ci consiglia di trattare gli altri come noi vorremmo essere trattati e quindi ci teniamo moltissimo ad informare i nostri clienti in maniera chiara e senza giri di parole.
Collaboriamo anche con studi di progettazione perché pur essendo professionisti e competenti non possono sapere tutto. Come un ingegnere che lavora nel campo delle automobili non può conoscere tutti i segreti del mestiere di un carrozzaio, anche i progettisti che operano nel campo dell’edilizia, come geometri o architetti, difficilmente conoscono i segreti del mestiere di un lattoniere o coperturista.
Quindi consultateci, ci daremo da fare per trovare la soluzione giusta per voi.

Quanto costa bonificare l’amianto e come risparmiare utilizzando gli incentivi
Lo smaltimento dell’amianto prevede alcuni costi fissi: i costi dell’inertizzante, delle discariche, del confezionamento dei pallet sono spese certe che non permettono di scendere oltre certi limiti.
In media i costi per rimuovere un tetto in cemento amianto variano dagli 15€ ai 29€ al metro quadro.
In aggiunta bisognerà considerare le spese specifiche per il cantiere, quali sicurezze, ponteggi, parapetti ecc.
Ricostruire un tetto in un capannone parte dai 35€ al metro quadro, mentre per un’abitazione civile i prezzi possono essere molto vari a seconda della forma del tetto e del materiale che si va a posare.
Queste cifre sono indicative ed ogni tetto ha peculiarità per cui è necessario vederlo prima di dare i costi esatti.
GLI INCENTIVI PER LA BONIFICA DELL’AMIANTO
Ad oggi esistono diversi incentivi indiretti per le rimozioni e smaltimento dell’amianto.
Per gli edifici a principale uso abitativo e le loro pertinenze c’è la possibilità di mettere in detrazione le spese sostenute al 50% incluse le spese per pratiche edilizie.
Per gli edifici riscaldati, sia per uso abitativo che industriale, c’è la possibilità di accedere alle detrazioni del 65% se dopo aver effettuato la rimozione e smaltimento eternit si procede alla posa di un pacchetto di copertura tale da garantire un isolamento che raggiunga certi valori specifici.
In questo caso l’obiettivo è migliorare la prestazione energetica dello stabile, ma se per farlo rimuoviamo il vecchio tetto o controsoffitto in eternit, tutte le spese sostenute possono andare in detrazione al 65%.
Gli incentivi sono sempre a tempo, alcuni valgono per un anno altri per qualche mese, consigliamo cercare le ultime news sul nostro blog.
PER AVERE INFORMAZIONI O CHIEDERE UN PREVENTIVO
Non esitare a contattarci per qualsiasi domanda o per richiederci un preventivo, abbiamo una linea di preventivazione estremamente precisa e veloce.
Siamo in grado di offrire un servizio completo, dalla bonifica dell’amianto al rifacimento della copertura, seguendo tutte le pratiche burocratiche prima e dopo e assistendo il cliente nell’ottenimento degli incentivi fiscali.
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