L'artigiano nel mondo moderno rifacimento tettoNon è facile trovare un buon artigiano oggi.

Ed è ancora più difficile essere un buon artigiano oggi.

I margini sono ridotti e la burocrazia è tanta.

Non ti rimane tempo per studiare nuove soluzioni e per diventare più competente.

E se sei bravo ti scontri con i prezzi a cui nessuno può lavorare, prezzi ai quali non è possibile realizzare opere di cui essere orgoglioso.

ARTIGIANI DEL RIFACIMENTO DEL TETTO

Noi siamo artigiani dal 1991 ed operiamo principalmente nel mondo delle coperture, ma per passione allarghiamo la nostra sfera ad altri campi minori, dove ci divertiamo ad applicare le nostre conoscenze nel campo della carpenteria e della lavorazione dei lamierati.

Showroom materiali per rifacimento tetto

Il nostro showroom è stato fatto da noi utilizzando esclusivamente rimanenze di cantiere.

Oggi abbiamo davanti due problemi quando vogliamo realizzare un prodotto artigianale come un tetto.

PRIMO PROBLEMA

LE MATERIE PRIME

Il primo problema è reperire materie prime di qualità.

Anni di edilizia al risparmio, dove il profitto era l’unica religione, hanno mutato il mercato rendendo rare le materie prime di qualità e largamente diffusi prodotti “spazzatura”.

Troviamo sul mercato principalmente tegole tanto economiche da durare giusto il tempo della garanzia decennale, obbligatoria per legge.


Nelle foto sopra è possibile vedere come materiali e manodopera scadenti risultano in realizzazioni destinate a durare poco.


In precedenza esistevano tegole che duravano generazioni e generazioni.

Oggi è più facile reperire leghe metalliche all’apparenza identiche e con la stessa denominazione di altre, ma con una qualità così scadente da marcire in poco tempo od essere fragilissime senza motivo.

Nel campo dell’alluminio utilizzato nelle coperture esiste una lega denominata gergalmente “spazzatura” che è ricavata da differenti fusioni di scarti d’alluminio. Questo prodotto non ha nè durezze nè stati fisici precisi in quanto varia da fusione a fusione.

Ecco un esempio tra un buon materiale e la sua versione spazzatura:

Una delle tipologie di lamierati più duraturi ed economici utilizzati nel rifacimento delle coperture industriali è l’Aluzink. L’Aluzink è un materiale acciaioso rivestito da uno strato di alluminio e zinco a caldo che ne aumenta enormemente la durata e la resistenza agli agenti corrosivi.

Ci sono nastri di aluzink che arrivano dalle acciaierie del nord europa, con spessori dei trattamenti certificati e materiali precisamente e puntualmente garantiti e verificati.

Poi esiste l’aluzink che arriva su grandi navi dall’oriente ai nostri porti industriali ove viene battuto all’asta prima ancora di essere scaricato. Gli spessori del trattamento e la conseguente durata del materiale sono molto indicativi. Finita l’asta e partita la nave finisce la garanzia del produttore del metallo. A quel punto la garanzia è del profilatore, ovvero di chi lavorerà quel metallo, che però non ha le spalle larghe come l’industria siderurgica.

Copertura in Aluzink rifacimento tetto

Copertura in Aluzink, quello vero.

Ci sono esempi in ogni settore, dall’attrezzatura che dura un giorno alle “miracolose” colle da tegole che non durano un anno.

Ma esistono anche materiali eccelsi, di durata e qualità invidiabili. Costano giusto un pò di più dei prodotti spazzatura.

Mentre sino a qualche anno fa erano la norma, oggi sono una rarità.

Non si trovano ovunque, sono da ricercare, c’è da studiarci, fare un lavoro di selezione. Perchè ad ascoltare i venditori i loro sono sempre i migliori prodotti possibili.

Ma come l’artigiano che lavora da solo, anche questi commercianti non hanno tempo da dedicare nella selezione delle materie prime.

Noi cerchiamo costantemente questi materiali e li utilizziamo nelle nostre realizzazioni. A volte i nostri clienti non lo sanno neppure.

Ma lo sappiamo noi e questo ci basta.

Perché quando passo davanti alle opere che ho fatto io quasi 30 anni fa e sono ancora in ottimo stato sono soddisfatto. A volte mi fermo a guardarle da vicino, gli inquilini escono e mi guardano male, ma li tranquillizzo e spiego.

Il senso d’orgoglio d’aver fatto un bel lavoro è di per sè una buona paga, e scegliere il materiale giusto è parte dell’opera.


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Intervista ad un nostro cliente a distanza di 6 anni dall’esecuzione dei lavori, l’utilizzo di ottime materie prime ha reso vivibile sezioni della casa che prima non lo erano.


SECONDO PROBLEMA

L’APPORTO UMANO

Il secondo problema è l’apporto umano.

Ed è sicuramente il problema maggiore.

Ad oggi, in Italia, i lavoratori che usano le proprie abilità manuali sono l’8% della forza lavoro.

Di base i lavoratori che usano o che sanno usare le mani stanno scomparendo.

Per molto tempo chi lavorava con le mani è stato considerato un lavoratore di serie B rispetto a chi svolgeva mansioni impiegatizie.

A scuola ai miei figli veniva detto di continuare a studiare al fine di non svolgere mansioni manuali.

Come se fosse una cosa deplorevole.

Va benissimo continuare a studiare ma non con quella motivazione.

La recente crisi economica ha avuto anche un ruolo positivo.

Ha cambiato i parametri di cosa è un posto di lavoro sicuro oppure no, di cosa è un buon posto di lavoro oppure no.

Ha fatto sì che molti ragazzi Italiani tornassero a sporcarsi le mani con il lavoro manuale.

Ed è una fortuna perchè l’artigianato Italiano non ha eguali nel mondo e si dice ci abbia resi un popolo più ricco.

Lavorare con le mani è faticoso, genera passione e la richiede allo stesso tempo.

Chaise longue rifacimento tetto

Chaise longue creata con materiali di scarto. La soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani è un’esperienza che oggi provano sempre meno persone.

Formare un ragazzo al mestiere artigianale, passargli la passione, fargli comprendere che la fatica fisica non è poi così male, lasciarlo sbagliare per poterlo correggere e poi cacciare il pezzo che ha fatto e tornare da capo è un’attività costosa ma bellissima.

Richiede ore ed ore ogni settimana.

Ma alla fine qualcuno di quei ragazzi rimane con te, resiste e si ammala di passione per le cose ben fatte.

Purtroppo la scuola odierna non aiuta per nulla e nel nostro settore è pressoché inutile.

Ed è un peccato grave tenere un ragazzo fermo sui banchi di scuola per cinque anni senza dargli nessuna abilità effettiva.

Nel nostro specifico settore, le coperture, manca poi totalmente la cultura di come dovrebbe o non dovrebbe essere costruito un tetto. Negli anni 90 in un quinquennio abbiamo visto su Bologna sparire quasi tutti i Mastri (gli esperti) dai cantieri, per raggiunto limite pensionabile ed essere sostituiti dai manovali o peggio da maestranze che di “mastro” non avevano molto e di conseguenza la qualità delle opere crollò proprio nel massimo momento del boom nel mondo dell’edilizia. Il muratore era un mestiere duro allora e da bravi papà i vecchi mastri non passarono il mestiere ai figli. E fu un peccato.

C’è voluto tempo per studiare e studiare soluzioni, per riesaminare ogni cantiere una volta completato per scovare ogni più piccolo errore, ogni passaggio male organizzato al fine di correggerlo da lì in poi sia sull’azienda che sul personale. È stato un processo continuo, un processo che continua anche oggi in azienda da noi.

E questo è anche un vicolo cieco. Perché così facendo, a forza di correzioni, stai creando una tua via che non è quella degli altri. Dopo 26 anni passati così e più di mille tetti realizzati sei andato così avanti per la tua strada che sei solo.

E non potrai assumere una persona “esperta” perché sarà esperta in altri sistemi che difficilmente sono i tuoi. Quindi dovrai tornare a formarla da capo.

È un lavoraccio quello che si fa qui in azienda, dietro alle quinte.

Il fatto di avere in azienda i tuoi figli ti aiuta nel vedere un futuro in tutto ciò e ti aiuta a continuare a costruire, correggere e cercare di realizzare sempre un prodotto migliore.

E perché lo facciamo?

Per il gusto di consegnare un’opera ben fatta e che durerà più a lungo possibile.

Utilizzando materiali che non causino ulteriore inquinamento e migliorando sia l’estetica che la vivibilità dell’immobile su cui stiamo lavorando.

A volte il cliente non è in grado di vedere la differenza tra un’opera ben fatta ed una buttata su in qualche modo.

Perché come insegno sempre ai miei ragazzi, si lavora anche per passione ed orgoglio personale.

E se sei un esperto incontentabile come me e il lavoro ti piace, vedrai che piacerà anche al cliente.

Mucci Gian Paolo

Titolare Gruppo ASAP


PER APPROFONDIRE

Se ti è piaciuto questo articolo e sei interessato ad approfondire l’argomento del nostro settore o sulle nostre realizzazioni, ecco qualche link ad altri nostri articoli:

5 cose da sapere prima di rifare il tetto. CLICCA QUI

La qualità e la gara al prezzo nel mondo moderno. CLICCA QUI

Tetto ventilato, cos’è e come funziona. CLICCA QUI

CONCLUSIONI

Lo scopo del tetto è proteggere l’immobile sottostante, quando smette di adempiere a questo ruolo, è giunto il momento di rifarlo.

Problemi come infiltrazioni, amianto e scarso isolamento termico sono tutti buoni motivi per richiederci un preventivo.

Se pensi sia arrivato il momento di rifare la copertura, o semplicemnte se sei interessato a maggiori informazioni, scrivici una mail o chiamaci allo 051 6810620.


In questa galleria alcune delle creazioni realizzate qui in azienda, per passione e per lavoro, non solo coperture.