
GUIDA AGLI INCENTIVI FISCALI 2024
110%, 90%, 65%, 50%… Il quantitativo di incentivi in ballo negli ultimi anni è stato impressionante ed è stato davvero difficile capire in quali incentivi i propri lavori potessero rientrare.
In questo articolo spiegheremo in modo semplice gli incentivi ancora validi per il 2024 e quali lavori possono rientrare.
Alla fine dell’articolo abbiamo inserito un glossario dei termini tecnici utilizzati, per rendere più comprensibile la lettura.
IL GRANDE CAMBIAMENTO DEL 2024
Dall’inizio del 2024, a seguito della pubblicazione della Legge di Bilancio 2024, non è stata prevista alcuna proroga del Superbonus 110%, e definitivamente superato già dal 2023 anche il bonus facciate.
Quindi, cancellato il 110 ed il bonus facciate, cosa ci resta?
- Detrazione al 50%: Lavori edili su abitazioni.
- Detrazione al 65%: Lavori di risparmio energetico su tutti gli immobili esistenti e riscaldati.

DETRAZIONI FISCALI DEL 50%
La detrazione del 50% è sui lavori edili, ossia manutenzioni straordinarie, restauri, risanamenti e ristrutturazioni, eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo, comprese le pertinenze, come ad esempio i garage.
Questa è una normativa in vigore dal 1986, in origine al 36%, da molto tempo confermata (di anno in anno) al 50%.
Si tratta di una detrazione IRPEF (imposta sui redditi persone fisiche), ossia usufruibile solo da privati, non è un incentivo per le aziende.
Il massimale di spesa è 96’000€ per ogni unità immobiliare, detraibile in 10 anni, con quote di pari importo.
Nel caso di immobili ad uso promiscuo, come un ufficio all’interno della propria abitazione , la detrazione si calcola sul 50% delle spese sostenute.
Una nota importante, questa detrazione non può generare crediti o rimborsi.
UN ESEMPIO PRATICO PER IMMOBILI AD USO PROMISCUO
Luca è un libero professionista utilizza parte della sua abitazione come studio.
Spende 50’000€ per il rifacimento del tetto, essendo questo un immobile ad uso promiscuo la detrazione viene calcolata su metà del lavoro, quindi 25’000€.
Questo importo genera una detrazione IRPEF utilizzabile da Luca, pari al 50% della spesa detraibile, quindi in questo caso parliamo di 12’500€ da dedursi in 10 anni.
Per detrazione IRPEF s’intende che, dopo il calcolo dell’ammontare dovuto di IRPEF, si deduce la quota spettante nell’anno dal totale da versare, in questo caso 1’250€.
L’importo di spesa di 50’000€ viene diviso per 2 poiché se l’immobile è promiscuo solo metà dell’importo dei lavori è valido per calcolare la detrazione. Ovviamente se l’immobile fosse stato ad esclusivo uso abitativo, l’importo detraibile sarebbe stato il 50% dell’intera spesa sostenuta.
Come funzionano quindi queste detrazioni IRPEF? Continuiamo con l’esempio del nostro Luca, ipotizziamo che il calcolo dell’IRPEF ammonti a 4’000€ per il 2024, a questi sottraiamo 1’250€ per quota lavori di ristrutturazione, per cui l’importo da versare diventa 2’750€.
Non è quindi da confondere con altri oneri e spese detraibili, come gli interessi sui mutui, le spese mediche etc., che vanno a diminuire in percentuale l’importo del reddito su cui calcolare l’IRPEF, quindi con un’incidenza decisamente inferiore.
DETRAZIONI FISCALI DEL 65%
La detrazione del 65% si applica sui lavori che comportano un risparmio energetico / miglioramento dei consumi, un esempio di questo è il miglioramento dell’isolamento termico della copertura durante il rifacimento del tetto.
Queste detrazioni valgono per lavori eseguiti su immobili sia residenziali che produttivi, purché esistenti (quindi già in possesso dei dati catastali) e riscaldati.
A differenza della precedente detrazione, questa è valida anche per le aziende di qualsiasi forma giuridica, ovvero titolari di partita IVA.
Anche questa è una detrazione ormai in vigore da diversi anni (l. 296/2006), ma soggetta a conferma annuale. Per il 2024 è stata confermata sia come percentuale che come limiti di spesa, ovvero 96’000€ per unità immobiliare.
Anche in questo caso la detrazione deve avere una durata di 10 anni con quote di pari importo e non può generare crediti o rimborsi.
La detrazione del 65% richiede l’asseverazione di un termotecnico abilitato, con pratica attestante i requisiti tecnici dell’intervento da inviare all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, a questo seguirà il rilascio dell’APE (attestato di prestazione energetica) da cui si evince la nuova classe energetica dell’immobile.
Nel caso di aziende è una detrazione decisamente interessante, perché le spese sostenute si deducono sia come costi aziendali (con recupero IVA) con relative quote di ammortamento o manutenzione, sia ai fini di detrazioni fiscali IRPEF ed IRES (imposta redditi società).
ESEMPIO PRATICO CON DIFFERENZE TRA SOCIETÀ
Mario è un artigiano, possiede un capannone che utilizza per l’esercizio della propria attività.
Fa eseguire le opere di rifacimento della copertura, nei lavori include la posa di una nuova coibentazione, in modo da rientrare nella detrazioni fiscali del 65%. Il totale è di 20’000€ + IVA.
L’IVA viene recuperata subito, cioè interamente sottratta al totale da versare nel mese o trimestre in cui si riceve la fattura.
L’importo dei 20’000€ viene invece detratto in percentuale dal reddito dell’azienda.
Il 65% dei 20’000€, pari ad 13’000€, viene poi portato ulteriormente in detrazione dall’IRPEF da pagare di Mario.
In questo caso parliamo di ditta individuale, ma l’esempio è valido anche per le società di persone, le SNC e le SAS.
Nel caso di società di capitale, SRL, SPA e cooperative, il discorso del recupero dell’IVA non cambia rispetto all’esempio sopra, come non cambia la detrazione dell’importo della spesa in contabilità.
Cambia il recupero del 65%, ovvero i 13’000€, che vengono portati in detrazione dall’IRES della società.
GLOSSARIO SULLE DETRAZIONI FISCALI
Per far capire cosa si intende quando si parla di incentivi fiscali, è giusto chiarire qualche termine come prima cosa.
- Incentivi fiscali: Valore in denaro utilizzato per diminuire le imposte (tasse) da versare.
Detrazioni fiscali: Importi che vengono utilizzati per 2 cose, abbassare il reddito su cui vengono calcolate le tasse da pagare, oppure direttamente in detrazione alle tasse da versare.
65%/50%: La percentuale da applicare sull’importo speso che si può andare a detrarre dalle imposte da versare.
- Decreto: Disposizione ufficiale da parte del governo.
- Misure attuative: Disposizione che rende ufficiale ed applicabile un precedente decreto.
Efficientamento energetico: Miglioramento delle performance energetiche dell’immobile, con conseguente risparmio sui consumi.
- Classe energetica: Valore espresso in lettere che indica la qualità energetica dell’immobile.
- A.P.E.: Attestato di prestazione energetica, riassume i valori energetici dell’immobile e ne dichiara la classe energetica.
- Riqualificazione energetica: Efficientamento energetico dell’immobile attestato da un A.P.E.
Asseverazione: Certificazione da parte di un tecnico abilitato della veridicità delle opere eseguite. In questo ambito è relativo al miglioramento energetico dell’immobile.
IRPEF: Imposta sul reddito per persone fisiche, qualsiasi fonte di reddito è soggetto ad una percentuale variabile di IRPEF.
IRES: Imposta sul reddito per le società, nella misura fissa del 24%, calcolata sul reddito prodotto.
CONCLUSIONI
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Facciamo coperture dal 1991 ed eseguiamo opere di riqualificazione energetica da molti anni, aiutiamo costantemente i nostri clienti con il disbrigo delle pratiche prendendoci carico di tutta la parte tecnica. Al di là del grande risparmio ottenibile grazie alle detrazioni fiscali, bisogna innanzitutto chiedersi quanto potrebbe essere conveniente rifare il tetto. Lo scopo del tetto è proteggere l’immobile sottostante ed evitare dispersioni termiche, e tetti vecchi o mal realizzati spesso non fanno questo lavoro, amianto sulla copertura, infiltrazioni d’acqua ed isolamento termico scadente sono buoni motivi per valutare il rifacimento del tetto. Un tetto duraturo e ben isolato è un ottimo investimento che non richiede manutenzioni nel tempo, e si ripaga da solo, grazie al risparmio sulle spese di riscaldamento e raffrescamento.

