GUIDA AGLI INCENTIVI FISCALI 2025
65%, 50%, 36%… Il quantitativo di incentivi in ballo negli ultimi anni è stato impressionante ed è stato davvero difficile capire in quali incentivi i propri lavori potessero rientrare.
In questo articolo spiegheremo in modo semplice gli incentivi ancora validi per il 2025 e quali lavori possono rientrare.
Alla fine dell’articolo abbiamo inserito un modulo di contatto, per poterci fare qualsiasi domanda.
GLOSSARIO SULLE DETRAZIONI FISCALI
Ci sono alcuni termini tecnici legati agli incentivi fiscali, per questo abbiamo redatto un semplice glossario per aiutare la comprensione.
- Incentivi fiscali: Valore in denaro utilizzato per diminuire le imposte (tasse) da versare.
- Detrazioni fiscali: Importi che vengono utilizzati per 2 cose, abbassare il reddito su cui vengono calcolate le tasse da pagare, oppure direttamente in detrazione alle tasse da versare.
- 65%/50%: La percentuale da applicare sull’importo speso che si può andare a detrarre dalle imposte da versare.
- Decreto: Disposizione ufficiale da parte del governo.
- Misure attuative: Disposizione che rende ufficiale ed applicabile un precedente decreto.
- Efficientamento energetico: Miglioramento delle performance energetiche dell’immobile, con conseguente risparmio sui consumi.
- Classe energetica: Valore espresso in lettere che indica la qualità energetica dell’immobile.
- A.P.E.: Attestato di prestazione energetica, riassume i valori energetici dell’immobile e ne dichiara la classe energetica.
- Riqualificazione energetica: Efficientamento energetico dell’immobile attestato da un A.P.E.
- Asseverazione: Certificazione da parte di un tecnico abilitato della veridicità delle opere eseguite. In questo ambito è relativo al miglioramento energetico dell’immobile.
- IRPEF: Imposta sul reddito per persone fisiche, qualsiasi fonte di reddito è soggetto ad una percentuale variabile di IRPEF.
- IRES: Imposta sul reddito per le società, nella misura fissa del 24%, calcolata sul reddito prodotto.
COS’ERA CAMBIATO NEL 2024?
Dall’inizio del 2024, abbiamo visto la fine del famoso Superbonus 110%. Definitivamente superato già dal 2023 anche il bonus facciate.
Quindi, dopo un paio d’anni in cui grandi incentivi fiscali volgevano al termine, cos’era rimasto nel 2024?
- Detrazione al 50%: Lavori edili su abitazioni.
- Detrazione al 65%: Lavori di risparmio energetico su tutti gli immobili esistenti e riscaldati.
La legge di Bilancio 2025 ha introdotto sostanziali modifiche alle detrazioni fiscali spettanti sia per lavori di ristrutturazione edilizia che per interventi di miglioramento termico (Ecobonus).
Nelle sezioni successive spieghiamo esattamente quali sono questi cambiamenti.

IL GRANDE CAMBIAMENTO DEL 2025
Ci dispiace scriverlo, ma nel 2025 continua il trend peggiorativo per gli incentivi sui lavori edili.
Non solo, sappiamo già degli ulteriori cali per gli anni a venire, il 2026 vedrà ulteriori cali.
Insomma, l’epoca d’oro degli incentivi fiscali sembra proprio essere finita, ma nonostante questo, è ora più che mai intelligente usufruire di questi incentivi, visto che sappiamo dei futuri cali.
DETRAZIONI FISCALI DEL 50%
Questa detrazione è per i lavori edili, ossia manutenzioni straordinarie, restauri, risanamenti e ristrutturazioni, eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo, comprese le pertinenze, come ad esempio i garage.
Fino a fine 2024 le spese di ristrutturazione edilizia beneficiavano di una detrazione fiscale ai fini IRPEF (imposta sul reddito persone fisiche ) del 50% per le opere eseguite su tutti gli immobili a prevalente uso abitativo.
Dal 2025 tutte le spese sostenute per lavori di ristrutturazione edilizia beneficiano di una percentuale di detrazione fiscale ai fini IRPEF pari al 50% solo se i lavori sono stati eseguiti su immobili adibiti a prima casa, su un massimo di spesa di 96’000€.
Per gli altri immobili residenziali la detrazione è del 36%, sempre su un tetto di spesa di 96’000€ per unità immobiliare.
Per gli anni successivi 2026 e 2027, la detrazione diminuisce ulteriormente al 36% per le prime case ed al 30% per gli altri immobili residenziali, fermo restando il tetto di spesa di 96’000€.
Si precisa che tale detrazioni spetta unicamente ai fini IRPEF, quindi alle persone fisiche e non ad imprese, e deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Una nota importante, questa detrazione non può generare crediti o rimborsi.
Possono beneficiarne coloro che sostengono effettivamente le spese (a mezzo bonifici cosiddetti “parlanti” ) e che abbiano un reale diritto sull’immobile, come nel caso di proprietario, affittuario, familiari conviventi etc.
DETRAZIONI FISCALI DEL 65%, ORA SCESE AL 50%
La detrazione del 65% si applicava ai lavori causanti un risparmio energetico e/o miglioramento dei consumi.
Dal 2025 l’aliquota del 65% per opere di risparmio energetico (ECOBONUS) è stata sostituita dalla percentuale del 50% se prima casa, e dal 36% su altri immobili.
Quindi la percentuale del 65% è stata sostituita in toto con il 50% prima casa ed il 36% per gli altri immobili, esattamente come per la detrazione per ristrutturazione edilizia.
Tale detrazione spetta su immobili esistenti e non su nuove costruzioni e riguarda tutti quegli interventi volti ad un miglioramento energetico con conseguente riduzione del fabbisogno.
Per gli anni successivi 2026 e 2027, la detrazione passa al 36% per prime case e al 30% per gli altri immobili.
La detrazione per risparmio energetico richiede l’asseverazione di un termotecnico abilitato, con pratica attestante i requisiti tecnici dell’intervento da inviare all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, a questo seguirà il rilascio dell’APE (attestato di prestazione energetica) da cui si evince la nuova classe energetica dell’immobile.
NOTA: A differenza della precedente detrazione questa spetta anche ai titolari di reddito d’impresa, ovvero ditte individuali e società, ed è applicabile ad ogni tipologia d’immobile esistente, non solo quelli ad uso abitativo.
QUINDI IN PAROLE SEMPLICI COSA CAMBIA?
In parole semplici le detrazioni fiscali del 65% non esistono più.
Il massimo ottenibile è del 50% per la prima casa, e del 36% per tutti gli altri immobili.
Dal 2026 il 50 passerà al 36%, ed il 36 passerà al 30%.
Questo vuole dire che a tutti gli effetti esiste SOLO questo tipo di incentivo, non c’è più differenza tra Ecobonus 65% e ristrutturazioni edili al 50%.
Esiste ancora il Bando INAIL per la bonifica dell’amianto, di cui parleremo in un altro articolo.
CONCLUSIONI
“VORREI RIFARE IL TETTO ED OTTENERE LE DETRAZIONI, COME DEVO FARE?”
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Facciamo coperture dal 1991 ed eseguiamo opere di riqualificazione energetica da molti anni, aiutiamo costantemente i nostri clienti con il disbrigo delle pratiche prendendoci carico di tutta la parte tecnica.
Al di là del risparmio ottenibile grazie alle detrazioni fiscali, bisogna innanzitutto chiedersi quanto potrebbe essere conveniente rifare il tetto. Lo scopo del tetto è proteggere l’immobile sottostante ed evitare dispersioni termiche, e tetti vecchi o mal realizzati spesso non fanno questo lavoro.
Amianto sulla copertura, infiltrazioni d’acqua ed isolamento termico scadente sono buoni motivi per valutare il rifacimento del tetto.
Un tetto duraturo e ben isolato è un ottimo investimento che non richiede manutenzioni nel tempo e si ripaga da solo, grazie al risparmio sulle spese di riscaldamento e raffrescamento.

